martedì 18 novembre 2014

WORD SIGN SHOT all'AI di MILANO - 6/7 Dicembre

Come fa De Palma attraverso un espediente tecnico a trasformarsi in Bulgakov?

Cosa bisogna assolutamente evitare quando si disegna uno shootingboard?

Qual è il nesso fra Michael Mann e Giotto?

Quand'è accaduto che in Italia la TV pubblica si è trasformata in Cinema?

Perché il segnale sottostante non è fucsia?

Cosa c'è di perfetto in questa overture?

Quando usare un'ottica lunga o una corta?

Qual è il legame fra questo celebre finale e l'ipnosi?

Cosa c'entra Indiana Jones col fuori campo proibito?

Queste e molte altre strambe domande troveranno risposta nei due giorni di WORD SIGN SHOT, seminario sulla Previsualizzazione ospitato da AI a Milano, il 6 e 7 Dicembre.
Parleremo di semantica delle inquadrature, il loro significato classico e il loro uso sperimentale, come nasce la scena di un film e come nasce uno spot, quali sono gli strumenti attraverso cui visualizzare, sviluppare e ottimizzare il racconto a partire dallo script, l'enorme differenza fra teoria e pratica, nel disegno e dietro la macchina da presa, attraverso una lunga carrellata di testimonianze, aneddoti, atti d'eroismo e fallimenti nell'affollato panorama delle case di produzione italiane.

Qui e sul sito dell'AI tutte le informazioni per iscriversi (entro mercoledì 3 Dicembre).
Segue programma dell'incontro.

L’incontro prevede molti argomenti: per ognuno verranno visionate e analizzate scene di film e spot, belli o brutti, rari o più probabilmente molto popolari, prendendo in considerazione il linguaggio classico, il linguaggio tipico e gli usi sperimentali.
La Previsualizzazione
-Dalla parola all’immagine
-Storia ed evoluzione del visualizzare, dai pittogrammi ai droodles, passando per la Gestalt
-Visualizzare la sceneggiatura
-Il “miglior modo” e lo scassinare
-I mestieri della Previsualizzazione
Lo Storyboard
-Cha cosa è
-Le origini
-La tecnica dello storyboard: il disegno e la pratica
-Chi lo usa
-Chi non lo usa
-Quando si usa
La Pubblicità
-Lo storyboard
-Lo shootingboard
-La tecnica
L’Animazione
-Lo storyboard
-La tecnica
L’Inquadratura / Lo Spazio
-Definizioni e formati
-Dentro, fuori e dall’altra parte
-Tipologie e tagli
-Significati e significanti
-Movimenti di macchina e tecniche di ripresa
Il Tempo
-Tempo filmico e tempo narrativo
-Animatic e Previz
Il Tema e il Personaggio
-Le presentazioni
-La tecnica al servizio della narrativa
La Narrazione
-Cinema metaforico e cinema metonimico
L’Immagine
-Lettura
-Composizione, fuochi e direttrici, pesi ed equilibri.
-Il colore in rapporto alla percezione
-La visione e le qualità terziarie
Il Lavoro
-L’Italia fuori e dentro
-Le case di produzione
-Le gare e i percorsi di produzione
-Aneddoti, curiosità e contraddizioni
Word Sign Shot al NID di Perugia.

mercoledì 5 novembre 2014

The Walking Dog


Questo disegno veloce è per un'asta: avrei voluto fare di più.
A turno tutti passiamo attraverso un pensiero. Ci chiediamo se non sia il caso di fondare un'associazione che sia in grado di sostenere o aiutare o anche solo fare qualcosa per le famiglie dei colleghi che non ci sono più.



martedì 30 settembre 2014

Ceramiche POP

"Un'affascinante donna poliziotto insegue un criminale misterioso sulle pareti della nuova collezione di ImolaCeramica. È questa la storia di Pop: un progetto che rompe le convenzioni e porta il fumetto su un’altra dimensione, quella di un rivestimento ispirato alla Pop Art di Roy Lichtenstein. Una gamma cromatica di 10 tinte accese, quasi fluo, che si alternano a 10 tavole illustrate. Per raccontare un’emozione avvincente, fatta di volti in primo piano, simboli cult ed esclamazioni forti. Wow!"

La storia di ImolaCeramica è legata a doppio filo a quella di Cooperativa Ceramica d'Imola, che vede la luce nel 1874, quando Giuseppe Bucci cede ai propri operai la fabbrica di stoviglie e maioliche. Nasce così la più antica Cooperativa di Produzione e Lavoro d’Italia, animata fin dagli albori da passione e volontà di progresso.
Oggi Imola Ceramica esporta in tutto il mondo e in questa stagione lancia le sue nuove collezioni, fra cui quella per cui sono stato coinvolto. La collezione POP.

I soggetti iniziali a cui poi sono stati modificati i colori secondo le esigenze di produzione.






venerdì 6 giugno 2014

Le Porte del Cielo


Per i 100 anni della nascita di Julio Cortazàr, il gruppo letterario TerraNullius festeggia chiedendo a una serie di illustratori di interpretare i racconti del Bestiario. A me è capitato Le Porte del Cielo e leggendolo, ho voluto raccontare non tanto un momento, quanto una condizione.




lunedì 5 maggio 2014

WORD - SIGN - SHOT in Basilicata




Dalle parole al disegno e dal disegno al film: previsualizzazione, storyboard e shootingboard.
Dopo l'incontro coi ragazzi di Francesco Biagini al NID di Perugia e il workshop al Napoli Comicon, domani e mercoledì nelle sedi di Potenza e Matera del REDHOUSE LAB. Si parlerà di questo e molto altro.
















Fino al primo Giugno, ingresso gratuito, alla Mostra d'Oltremare di Napoli potete visitare le varie esposizioni del Napoli Comicon, fra cui quella sullo Storyboard: 15 autori italiani, qualche francese, gli storyboards originali di Alex Toth per Hanna-Barbera, gli storyboards di molti film come Il Padrino - Parte III, Le Crociate, Sogno di una Notte di Mezza Estate, Il Mercante di Venezia e molto altro.



sabato 3 maggio 2014

Napoli Comicon, ovvero come farti incazzare con gentilezza - Tragicomico reportage della mostra sullo Storyboard

Premetto che sono contento, perché finalmente in Italia un Salone Internazionale del Fumetto ha ospitato una mostra sullo Storyboard. Aggiungo che quasi tutto lo staff del Napoli Comicon è stato gentilissimo e l'ospitalità impeccabile. 

Ho fatto un salto a Napoli per dare un'occhiata e tenere una specie di workshop, ma ancora non sapevo a cosa andavo incontro... quella che segue è più o meno la cronaca.

Entriamo nel Padiglione Mostre e da subito ci chiediamo perché la sirena di una fabbrica suoni ogni due secondi assordando i visitatori.


Alino è il responsabile delle esposizioni del Comicon. La sirena suona per tutta la mattinata. D'altronde il murales non è delimitato da alcuna barriera architettonica e tutti quelli che salgono nelle sale delle mostre ci passano davanti facendo scattare l'allarme. Ma andiamo avanti...

Mi avvicino commosso ad alcuni storyboards originali di Alex Toth, il maestro! Quelli prodotti per Hanna-Barbera... probabilmente la cosa più preziosa in tutto il padiglione.


Se lo sapesse Marco Soldi, si farebbe esplodere nel patio della Fiera d'Oltremare, in mezzo a tutti i cosplayers. Per coerenza mancano i credits di molti altri artisti.


La mostra fortunatamente è attraversata da moltissimi visitatori.

Alcuni avventori leggono avidamente i pannelli che io ho scritto e un grafico ha impaginato alla buona (per usare un'espressione elegante). Vana la mia speranza che li stampassero su PVC.

Qualcuno scatta foto.

Chiediamo ad Alino perché non ci sono i monitor su cui avrebbero dovuto proiettare le scene, gli animatics e gli spot che quasi tutti gli autori in mostra rocambolescamente e in pochissimo tempo sono riusciti ad inviarmi.

Voglio credere ad Alino, perché le mostre saranno visitabili per un mese e spero tanto che nei prossimi giorni qualcuno installi quei tablets: catalizzerebbero l'attenzione di chiunque e permetterebbero ai visitatori di confrontare i disegni e le immagini filmiche che ne sono scaturite.
Intanto la nostra visita prosegue.

L'immagine che segue si commenta da sé: in basso la lettera di presentazione che Dean Tavoularis scrisse per Paolo Morales dopo lo splendido lavoro fatto con gli storyboards de Il Padrino - Parte III.

A un certo punto gli alienini di Gipi vengono a trovarci. Io temo che vogliano fregarci i visitatori, ma la verità è molto più drammatica.



























Nessuno capisce la loro lingua e quindi nessuno può aiutarli.
Abbandono il decadente (e un po' allagato) Padiglione Mostre con un certo sconforto e tanta speranza per il futuro.
Mi aspetta un workshop che dovrei tenere nella Sala Clerville e mi chiedo da giorni come si possa fare un workshop in due ore, ma confido nella vibrazione del momento. Raggiungo la Sala Clerville e scopro che la Sala non è una "sala", ma la piazza di un mercato: un angolo in mezzo al corridoio nel Padiglione Editori, dove a causa del viavai e del frastuono fare anche una microconferenza è una bella impresa. Attacco di bile.

Sulle prime vorrei darmi alla macchia, ma interrogo i ragazzi seduti ad aspettare e alcuni mi dicono che effettivamente sono lì per il workshop. Non posso tirarmi indietro. Chiedo assistenza ai tecnici (gentilissimi anche loro), perché mi serve un computer per mostrare un po' di scene e chiacchierare di semantica delle inquadrature, ma il computer che mi viene fornito non legge un normalissimo file avi. Dicono che è colpa mia perché a casa ho il Mac.
Mentre armeggiano, improvviso qualche numero di avanspettacolo per non far scappare i presenti.

Fra migliaia di passanti, un rumore di fondo assordante, la completa incapacità di sentire la mia voce o le domande di chi mi sta davanti, metto in pratica tutti gli insegnamenti di teatro contemporaneo decimo dan che ho appreso in una vita precedente. E qualcosa accade.

Prima di lasciare il Napoli Comicon col desiderio di non voler mai più partecipare a mostre e incontri, incrocio per caso Laura Scarpa al suo stand. Mi torna in mente che un mese prima m'aveva chiesto con urgenza (e gentilezza ovviamente) alcune immagini per finire di allestire la monografia su Roberto Recchioni. Le sorrido, domando se poi ha più usato quelle immagini, apro il libretto e...


Lascio il Comicon senza voltarmi. Per fortuna c'è un sole che spacca le pietre e possiamo farci una bella passeggiata.




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